La prospettiva che guida il mio lavoro
Approccio
Nel mio lavoro psicologico pongo attenzione alla persona nella sua interezza: alle sue esperienze, emozioni, relazioni, risorse e al contesto in cui vive.
Il mio intento è far incontrare conoscenze scientifiche e ascolto autentico nello stesso spazio, senza ridurre una storia individuale a un’unica spiegazione.
Formazione scientifica ed esperienza vissuta
La mia formazione in neuropsicologia e neuroscienze ha orientato il mio interesse verso la relazione tra processi cognitivi ed esperienza emotiva: il modo in cui comprendiamo ciò che ci accade e come questo influenza le nostre risposte.
Anche la mia esperienza nell’ambito dell’intelligenza emotiva ha contribuito all’attenzione che dedico alle emozioni, come parte della comprensione dei bisogni, delle relazioni e delle decisioni quotidiane di una persona.
Questa formazione offre una prospettiva da cui porre domande, lasciando al tempo stesso spazio al tuo modo di raccontare ciò che stai vivendo.
Cosa intendo per prospettiva olistica
Per me, una prospettiva olistica significa considerare le connessioni: tra pensieri ed emozioni, storia personale e circostanze presenti, bisogni individuali e relazioni.
Significa fare spazio alla complessità, anziché dare per scontato che la stessa spiegazione o lo stesso esercizio possano essere utili a tutti.
Ascoltare senza imporre una narrazione
Il mio intento è offrire uno spazio in cui tu possa parlare senza sentire il bisogno di presentare una versione perfetta di te. Incertezze, contraddizioni ed esperienze difficili da esprimere a parole possono tutte trovare posto nella conversazione.
Esploriamo insieme i significati, anziché partire da un’interpretazione che ci si aspetta tu debba accettare. La tua prospettiva rimane centrale.
Attenzione alla lingua e alla cultura
Sono cresciuta a Pietrasanta, in Italia, in una famiglia americano-norvegese. Muovermi tra lingue e prospettive culturali diverse ha contribuito alla mia sensibilità verso i differenti modi di esprimere le emozioni, comprendere le relazioni e dare senso alle esperienze.
Offro colloqui in italiano e in inglese, con attenzione alle parole e ai significati che senti più naturali per te. Non do per scontato che condividere una lingua significhi necessariamente condividere la stessa esperienza.
Benessere senza perfezione
Non considero il benessere come il diventare una versione perfetta di noi stessi. Ciò di cui abbiamo bisogno, e ciò che significa vivere bene, può cambiare nelle diverse fasi della vita.
Il nostro lavoro può lasciare spazio non soltanto alla domanda “Come dovrei essere?”, ma anche a “Di cosa ho bisogno adesso?” e “Quali possibilità ho a disposizione?”.
Collaborazione e rispetto dei tuoi tempi
Considero il lavoro psicologico una collaborazione. Ci confrontiamo su ciò che desideri esplorare, sui modi in cui potremmo affrontarlo e su come stai vivendo il percorso.
Non devi avere tutte le risposte prima di iniziare. Possiamo partire da dove ti trovi, con curiosità, cura e rispetto per la tua esperienza individuale.
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